Cosa propongo per voi

Il mio programma

Sanità

Potenziare il Sistema Sanitario Regionale, a partire dalla rete della Medicina Generale (vedi ACN 2019 e AIR 2019/2020) attraverso l’aggregazione dei medici di base e la costituzione di poliambulatori di Medicina Generale che abbiano le strutture, l’equipaggiamento diagnostico ed il personale (segreteria, OSS, infermiere, fisioterapista) adeguato per fornire assistenza diagnostica e terapeutica di base (Medicina 3.0).

Di conseguenza sgravare i Pronto Soccorso regionali degli accessi impropri che appesantiscono enormemente il lavoro degli operatori sanitari ospedalieri. La rete ospedaliera deve occuparsi principalmente delle patologie a carattere cronico ed emergenziale altamente specialistico, non gestibili in ambiente non ospedaliero.

Mettere a disposizione della rete di assistenza sanitaria di base la tecnologia esistente per consentire la telerefertazione di esami specialistici da eseguire presso i poliambulatori di Medicina Generale, in tal modo snellendo di molto le lunghe liste d’attesa per esami diagnostici di base.

Successivamente incentivare i poliambulatori a garantire visite specialistiche attraverso la collaborazione con medici specialisti delle diverse branche e con altri operatori del SSN.

Utilizzare le tecnologie esistenti per consentire a tutti i medici di accedere al FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico), una cartella clinica informatizzata che viaggi sempre insieme al paziente (ad esempio nel chip della tessera sanitaria). Consentire in questo modo a tutti i medici specialisti di consultare in ogni momento tutti i dati del paziente che visitano ed effettuare prescrizioni mediche informatizzate (compilazione implementativa e non rescrittiva).

Integrare i dati provenienti dai FSE, dalle cartelle cliniche ospedaliere e dalla Medicina Generale per studiare approfonditamente l’epidemiologia dei tumori e agire: da un lato studiare e comprendere quali siano le cause ambientali e rimuoverle; dall’altro agevolare lo sviluppo di tecnologie e buone pratiche che supportino la ricerca oncologica.

Terzo Settore

La riforma del Terzo Settore attuata attraverso il Codice costituisce una concreta possibilità per associazioni, fondazioni e cooperative sociali di riflettere sulle loro finalità statutarie e sulle modalità organizzative ritenute maggiormente idonee per conseguirle. Ma occorre evitare che adempimenti troppo onerosi provochino la mancata partecipazione al processo di rinnovamento, soprattutto per le piccole associazioni.

Vige ancora un sistema vecchio che vede lo Stato e la pubblica amministrazione padroni di tutte le politiche, decidendo da soli come e a chi erogare fondi e quali settori incentivare. Questo schema non funziona più, va sviluppata la capacità di operare in sistemi collaborativi e interconnessi, attraverso una gestione aperta ed una programmazione condivisa con la società civile. La distribuzione delle responsabilità è la condizione per recuperare efficacia ed efficienza degli interventi, prevedendo una partecipazione più decisa delle associazioni del Terzo Settore alla definizione degli obiettivi di programmazione.

La legge regionale recentemente approvata “Interventi regionali per la Cooperazione allo sviluppo sostenibile e la solidarietà internazionale” necessita di ulteriore lavoro ed approfondimento per garantirne una reale efficacia. È indispensabile in questo processo di miglioramento e completamento dell’iter legislativo coinvolgere in modo coattivo tutto i protagonisti della Cooperazione Internazionale in Campania a partire dagli Enti Terzo Settore (ETS) che lavorano in questo ambito.

Le ETS rappresentano un tessuto indispensabile che integra e completa i servizi resi dallo Stato ai cittadini attraverso la rete della solidarietà tra cittadini. In questo senso le associazioni e le organizzazione che afferiscono al Terzo Settore risultano complementari allo Stato, rappresentando un contraltare ‘sano’ all’azione dello Stato. Compito della Regione è quello di favorirne in tutti i modi possibili le attività, anche attraverso il sostegno allo sviluppo di reti regionali di coordinamento e rappresentanza che siano utili ad una conoscenza reciproca ed alla integrazione dei servizi erogati. Tutto ciò con lo scopo di fare del Terzo Settore della Campania un vero sistema integrato, volano di sviluppo per il Sud e protagonista delle scelte politiche locali e nazionali

Mobilità

Incentivare progetti di recupero e rigenerazione del paesaggio urbano e sub-urbano, puntando ad uno sviluppo sostenibile del territorio.  Un percorso da attuare in tre direzioni: 1) recupero e restauro dei centri storici, puntando in particolare alla valorizzazione dei piccoli borghi, nell’ottica di incrementarne l’attrattiva turistica e contrastare fenomeni di spopolamento in favore delle aree metropolitane; 2) recupero delle aree dismesse, abbandonate in seguito alla delocalizzazione delle industrie ed altri servizi come mercati ortofrutticoli, macelli, poli ferroviari, etc. attraverso la rifunzionalizzazione ad attività culturali, commerciali, ricettive, seguendo criteri di qualità architettonica e di sostenibilità ambientale; 3) riqualificazione dei quartieri residenziali costruiti con criteri speculativi e/o di bassa qualità edilizia ed urbanistica, anche attraverso il potenziamento delle aree verdi e di aggregazione sociale.

Incentivare creazione e sviluppo di centri per l’educazione ambientale in ogni Parco Naturale Regionale, con annessi programmi di ricerca ai fini della conservazione naturale locale e della divulgazione scientifica.

Proteggere le aree di riserva integrale per contrastare le emergenze naturalistiche e favorire gli endemismi, le specie di interesse comunitario e i loro habitat, lavorando per il ripristino e l’espansione degli ecosistemi naturali con tutte le loro funzioni, e contrastando specie esotiche, anche attraverso interventi di ingegneria naturalistica e fitodepurazione.

Turismo e ambiente

Recuperare l’efficienza di reti storiche come la Circumvesuviana per migliorare la mobilità dei cittadini. Attualmente sono sempre maggiori i disagi per i pendolari che cercando di raggiungere la propria scuola o il proprio posto di lavoro con il sistema pubblico dei trasporti. In particolare alcune linee storiche hanno visto gradualmente abbassarsi la propria efficienza ed affidabilità negli anni, fino a raggiungere livelli di disservizio che ne hanno compromesso notevolmente convenienza e competitività. Rinvigorire il sistema di trasporto pubblico regionale è uno dei modi per innalzare la qualità della vita dei cittadini campani, nel contempo combattendo gli sprechi di risorse, il traffico e l’inquinamento che ne deriva.

Migliorare la rete dei trasporti è però anche un passaggio obbligato per chi desidera sviluppare l’economia regionale ed arricchire la Regione Campania. La Storia, l’Arte e la Cultura si respirano ovunque sul territorio regionale con siti di interesse storico, artistico e culturale che ci sono invidiati da tutto il mondo. Beni culturali maggiori di cui i nostri antenati ci hanno fanno largamente dono ma che purtroppo non sono valorizzati a sufficienza, proprio a partire dalla loro accessibilità. Bisogna potenziare e velocizzare l’accesso ai siti culturali maggiori della Regione, senza tralasciare gli effetti benefici di una maggiore interconnessione tra essi, per consentire al turista occasionale una conoscenza più approfondita del patrimonio artistico regionale complessivo.

Sviluppare il Microturismo per rivalutare i beni culturali definiti minori, che minori non sono essendo così largamente diffusi sul territorio regionale. Tutti insieme, questi arrivano a rappresentare una quota importante del turismo regionale ma nonostante ciò rimangono largamente sconosciuti agli stessi cittadini campani. Recuperare e valorizzare questi beni rappresenterebbe una spinta per l’economia locale ed un volano di sviluppo importante per zone altrimenti depresse. Il Microturismo è un modalità preziosa di promozione turistica e culturale, legata soprattutto al turismo d’arte e storia, al turismo enogastronomico e delle produzioni tipiche artigianali, e non ultimo alla  valorizzazione di percorsi naturalistici ubiquitariamente presenti nella nostra Regione.